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Glossario tecnico


  • A
  • Aberrazione cromatica. L’aberrazione cromatica è un difetto nella formazione dell'immagine dovuta al diverso valore di rifrazione delle diverse lunghezze d'onda che compongono la luce che passa attraverso il mezzo ottico. Questo si traduce in immagini che presentano ai bordi dei soggetti aloni colorati. È un difetto dal quale, in diversa misura, sono affetti tutti i sistemi ottici. Il problema viene in genere risolto utilizzando lenti multiple di materiali con diversa dispersione, in modo che le differenze tra gli angoli di rifrazione per la stessa lunghezza d'onda si annullino tra loro.
  • AE. Abbreviazione di Automatic Exposure, esposizione automatica. Sistema col quale una fotocamera imposta automaticamente l’apertura dell’obiettivo (diaframma) e/o il tempo di posa per fare in modo che il sensore sia raggiunto da una quantità di luce adeguata.
  • AF. Abbreviazione di Autofocus, cioè regolazione automatica della messa a fuoco. Esistono fondamentalmente due metodi AF principali: 1) Il metodo a rilevamento del fuoco (autofocus passivo) impiega di norma un CCD ed opera valutando il livello di contrasto o la differenza di fase di una scena. 2) La misurazione della distanza (autofocus attivo) utilizza un emettitore di luce (infrarosso) e un ricevitore che operano secondo un sistema di rilevamento a triangolazione. In alternativa, la fotocamera può usare gli ultrasuoni (sistema sonar) misurando il tempo richiesto per il ritorno del segnale sonoro. Questi dati vengono convertiti da un microprocessore in informazioni sulla distanza, consentendo così la messa a fuoco automatica dell’obiettivo.
  • APO. Obiettivi APO Per ottenere immagini di qualità superiore è stato realizzato l'obiettivo APO, utilizzando uno speciale vetro ottico a bassissima dispersione, progettato per ridurre l'aberrazione cromatica.
  • APS. Advanced Photo System. Sviluppato congiuntamente da cinque fabbricanti, questo sistema fotografico a pellicola si distingue per la semplicità operativa, per il nuovo formato base dell’immagine (16 x 30 mm) e per la possibilità di scegliere tre diversi formati per le immagini. Informazioni aggiuntive (come esposizione, apertura e data) possono essere registrate sulla banda magnetica della pellicola APS.
  • ASP. Lenti asferiche L'insieme di lenti asferiche permette di ottenere libertà di forma, migliori prestazioni, un numero limitato di lenti nell'insieme e una dimensione compatta.
  • Autoscatto. Funzione che ritarda l’apertura dell’otturatore, allo scopo di garantire lo smorzamento delle vibrazioni nei casi di esposizioni con tempi lunghi, oppure per consentire a fotografo di entrare a far parte dell’immagine.
  • AVCHD. Nuovo formato di registrazione
  • AVI. Formato di file standard di Microsoft (e quindi per i computer Windows). È utilizzato per salvare sequenze video, con o senza audio.
  • B
  • Batteria ricaricabile. Tipo di batteria che una volta esaurita può essere ricaricata tramite un adeguato caricabatterie. I più diffusi tipoi di batterie ricaricabili sono nickel-metalidrato (Ni-MH), nickel-cadmio (Ni-Cd), ioni di litio (Li-ion) e litio polimero (Li-po).
  • Battery pack. Batteria portatile, esterna al dispositivo da alimentare. Viene usata come alimentazione aggiuntiva per aumentare l’autonomia operativa di un apparecchio (es. fotocamera, flash).
  • Bilanciamento del bianco. Operazione di adeguamento di una fotocamera digitale al tipo di luce (temperatura di colore), come ad esempio luce diurna, cielo coperto, lampade al tungsteno e luce fluorescente. Lo scopo normale è quello di ottenere un’immagine dai colori più fedeli, ma si può anche usare per ottenere effetti inusuali e sorprendenti.
  • BLUETOOTH. E' un metodo standard, economico e sicuro per scambiare informazioni tra dispositivi diversi utilizzando onde radio. Questi dispositivi possono essere telefoni cellulari, portatili, Computer, stampanti, fotocamere ecc. Bluetooth cerca i dispositivi coperti dal segnale (10 metri in ambienti chiusi) e li mette in comunicazione tra di loro.
  • Bracketing automatico. Usando questa modalità, viene eseguita una serie di scatti (ognuno dei quali effettuato con un diverso valore di esposizione) in rapida successione. Questo risulta molto utile nelle condizioni di luce più critiche, dove è difficile stabilire le impostazioni per un’esposizione corretta. Una volta eseguiti gli scatti, si può scegliere il più soddisfacente scartando gli altri.
  • Byte. Gruppi di dati binari, costituiti di solito da 8 bit. Un byte a 8 bit può rappresentare valori da 0 a 255. Può quindi descrivere 256 simboli, numeri o colori. Nel settore dei computer, numeri elevati di byte vengono descritti con una lettera di prefisso come abbreviazione dell’esponente di 2. Quindi: 1 Kilobyte = 1 KB = 1.024 byte. 1 Megabyte = 1 MB = 1.048.576 byte. 1 Gigabyte = 1 GB = 1.073.741.824 byte. 1 Tera-byte = 1 TB = 1.099.511.627.776 byte.
  • C
  • Cavo sincro. Cavo con attacco standardizzato per collegare flash da studio o flash compatti di vecchia generazione ad una fotocamera. Il cavo trasmette soltanto il comando di emissione del lampo, al contrario del controllo TTL dove servono contatti aggiuntivi per trasmettere anche i segnali di controllo dell’esposizione.
  • CCD. Acronimo di Charge Coupled Device è il vero cuore delle fotocamere digitali. Si tratta di un dispositivo costituito da migliaia, o milioni di sensori in grado di trasformare la fonte di luce in un segnale analogico elettrico. Il valore indicato nella guida si riferisce al numero massimo di pixel che il dispositivo può registrare per ogni singolo scatto.
  • CD-R. Compact Disc Recordable. CD sul quale i dati possono essere salvati (ad intervalli prestabiliti, se necessario) ma non cancellati. Oltre al formato standard da 12 cm di diametro, esistono anche versioni da 8 cm.
  • CD-ROM. Acronimo di Compact Disc Read Only Memory, sono usati per la memorizzazione di dati generici. Si ottengono stampati con appositi macchinari industriali. I CD-ROM di più larga distribuzione vedono una capienza di 74 minuti/650 MB e di 80 minuti/700 MB, mentre più rari sono i formati da 90 minuti e da 100 minuti/870 MB.
  • CD-RW. Compact Disc Rewritable. Compact disc che può essere riscritto circa 1.000 volte. Oltre al formato standard da 12 cm di diametro, esistono anche versioni da 8 cm.
  • CMOS. Acronimo per Complementary Metal Oxide Semiconductor. Questo sensore ha il vantaggio di poter essere prodotto con costi decisamente inferiori rispetto rispetto ad un CCD, inoltre i pixel che lo compongono sono più sensibili alla luce e assorbono meno energia.
  • CMYK. Cyan, Magenta, Yellow, Black (= Ciano, Magenta, Giallo e Nero). Sono i colori primari utilizzati dalle stampanti per ottenere stampe a colori.
  • CompactFlash. Scheda di memoria riscrivibile e removibile sviluppata da SanDisk nel 1994. Concorrente delle tecnologie SmartMedia e xD-Picture Card, dispone di controllore incorporato. Le più recenti schede CF di tipo II (CF/2) hanno uno spessore di 5 mm, mentre quelle di tipo I sono da 3,3 mm.
  • Compatta. Piccola fotocamera, di facile utilizzo, dotata di obiettivo fisso non intercambiabile e mirino.
  • Compressione. I dati possono essere compressi per ridurre lo spazio occupato in memoria o il tempo di trasmissione (dovuto ad un numero inferiore di dati da inviare). Fra i più noti formati di compressione si possono citare JPEG (per fotografie) e MPEG (per filmati).
  • D
  • DCF. Acronimo di Design rule for Camera File system. Uno standard industriale per il salvataggio delle immagini digitali. Esso determina non soltanto il tipo di file, ma definisce anche la regola per denominare la cartella e la struttura del file. Consente la conversione di file non compressi TIFF in file compressi JPEG. Questo file JPEG è di tipo Exif e può contenere informazioni sulla fotocamera quali la data e i parametri di ripresa. Dcf stabilisce le regole d'assegnazione del nome ai file e il loro ordinamento nella fotocamera. Dcf richiede che gli ultimi quattro degli otto caratteri del nome dell'immagine siamo composti da un numero compreso tra 1 e 1999 (esempio: DCP_0587) e che siano poste in una cartella con un nome di otto caratteri di cui i primi tre composti da un numero compreso tra 100 e 999 (esempio: 100_DCP0). La cartella deve trovarsi in una specifica directory chiamata DCIM. Ogni immagine deve includere un'anteprima compressa da 160 x 120 pixel.
  • DIA. Diapositiva, nota anche come pellicola invertibile. La pellicola per diapositive è un’emulsione fotografica da vedere per proiezione (ad esempio con un diaproiettore) o per retroproiezione (su visore retroilluminato). Le pellicole per diapositiva richiedono uno speciale processo di inversione, per cui i prodotti chimici impiegati non sono gli stessi richiesti dallo sviluppo del negativo a colori.
  • DIGIC. Acronimo di Digital Imaging Integrated Circuit. Processore sviluppato da Canon, specifico per l’elaborazione fotografica effettuata dalle fotocamere di questa marca. Il processore Digic gestisce diverse funzioni chiave della fotocamera, come controllo del sensore, esposizione automatica, messa a fuoco, bilanciamento del bianco, elaborazione del segnale, compressione JPEG, gestione della scheda di memoria e gestione del monitor LCD.
  • Digitale. Deriva da digit che in inglese significa cifra; a sua volta digit deriva dal latino digitus che significa dito. In definitiva, digitale è ciò che è rappresentato con i numeri, che si contano appunto con le dita. È contrapposto ad analogico, che è riferito a ciò che non è numerabile, non è analizzabile entro un insieme discreto di elementi. Per fotografia digitale si intende il procedimento che consente di ottenere immagini mediante tecnologie elettroniche direttamente in forma digitale e di immagazzinarle su un supporto magnetico, ottico o elettronico. I metodi più comuni per ottenere fotografie digitali consistono nell'effettuare la scansione di un'immagine (già stampata) con uno scanner d'immagini o di effettuare uno scatto con una fotocamera digitale.
  • Diottria. Unità di misura del potere di rifrazione di un obiettivo. In fotografia, il termine viene riferito a lenti aggiuntive per riprese ravvicinate e sistemi di correzione del mirino per adattarlo alla vista dell’utente.
  • DPI. Acronimo di dots per inch, ovvero di punti per pollice (1 pollice = circa 2,54 cm). Unità di misura usata nella stampa per descrivere la risoluzione geometrica di una immagine.
  • DPOF. Acronimo di Digital Print Order Format. Formato introdotto dall’industria fotografica per consentire il trasferimento di immagini dalla fotocamera direttamente a una stampante. Dpof supporta le seguenti funzioni: selezione della foto da stampare, numero delle copie da stampare, stampa dell'indice dei thumbnail, rotazione delle immagini, stampa delle informazioni dell'utente e delle immagini.. Consente anche di semplificare il lavoro e prevenire errori da parte dei laboratori fotografici professionali.
  • Driver. Semplice programma che consente la comunicazione fra i programmi applicativi e certi dispositivi, come ad esempio una stampante o una fotocamera digitale.
  • DSLT. E' l'acronimo che sta per Digital Single Lens Translucent, la nuova tecnologia Sony che si avvale del sistema Translucent Mirror Technology (sostituisce il tradizionale specchio mobile delle reflex digitali con uno specchio trasparente fisso)
  • DVD. Acronimo di Digital Versatile Disc (in italiano Disco Versatile Digitale, originariamente Digital Video Disc, Disco Video Digitale) è un supporto di memorizzazione di tipo ottico. Il DVD è il prodotto della cooperazione di alcune fra le maggiori aziende nel campo della ricerca e dell'elettronica di consumo: il cosiddetto DVD forum, ovvero l'istituzione che si è incaricata di redigere le specifiche del nuovo supporto, era infatti formato da Philips, Sony, Matsushita, Hitachi, Warner, Toshiba, JVC, Thomson e Pioneer. In un secondo momento, lo stesso DVD Forum introdusse gli standard per i formati registrabili del DVD. Di seguito si riportano i principali formati. Il DVD-R (DVD-RW per i supporti riscrivibili) è un disco ottico scrivibile una sola volta e ha una capacità superiore di un CD-R, tipicamente di 4.700.372.992 byte (4,7 GB o 4,37 GiB). Il formato DVD-R è stato sviluppato dalla Pioneer nell’autunno 1997. Un DVD+R (DVD+RW per i supporti riscrivibili) è un disco ottico scrivibile una sola volta con una capacità di 4,7 GB (2.295.104 settori di 2048 byte ciascuno). Il formato fu sviluppato dalla DVD+RW Alliance nel 2002. Il DVD-RAM (DVD-Random Access Memory) è un supporto ottico di memorizzazione dati presentato nel 1996 dal DVD Forum. Il termine DVD-RAM è basato sull'abbreviazione RAM, in contrapposizione al DVD-ROM (Read-only memory, ROM). Comparato ad altri DVD riscrivibili, il DVD-RAM è più vicino alla tecnologia dell'hard disk, dal momento che è composto di tracce concentriche anziché da una lunga traccia a spirale. Al contrario degli altri standard DVD+R, DVD-R, DVD+RW e DVD-RW, non è necessario possedere un particolare software di masterizzazione installato nel computer per leggere e scrivere su DVD-RAM. I DVD+R DL cioè DVD+R a doppio strato o double layer conosciuti anche come DVD+R9 è un formato derivato dei DVD+R costituito dalla DVD+RW Alliance. Il DVD+R Dl utilizza due strati per archiviare i dati rispetto ai DVD tradizionali raddoppiandone così difatto le capacità da 4,7GB a 8,55GB. Il disco può essere letto dai lettori DVD che supportano il formato, lettore DVD da tavolo che da computer.
  • E
  • Effetto memoria. Problema tipico delle batterie ricaricabili NiCd (ma non solo), per il quale se la batteria viene ripetutamente caricata senza aver prima raggiunto il normale livello di scarica, la batteria “ricorda” la capacità di quando viene ricaricata e non è più in grado di fornire la sua capacità completa. Come risultato la batteria perde prestazioni nel tempo.
  • Esposimetro. Per assicurare un’esposizione corretta, la maggior parte delle fotocamere analogiche e digitali dispone di una misurazione automatica della luce. Cellule fotosensibili interne o esterne misurano l’intensità luminosa e convertono le informazioni in un segnale elettrico. Questo viene poi usato dalla fotocamera per impostare il tempo di posa e l’apertura adatta alle condizioni di luce. I moderni sistemi di misurazione dell’esposizione possono misurare la luminosità di una parte della scena, tutte le aree o dare un peso maggiore a certe zone.
  • E-TTL. Evaluative Through-The-Lens. Metodo sviluppato da Canon per la misurazione e il controllo dell’esposizione flash. Al contrario del sistema TTL flash, che presuppone due cellule separate (una per il lampo e una per la luce ambiente), col sistema E-TTL la luce del flash viene misurata attraverso l’obiettivo dalla stessa cellula che opera con la luce ambiente. Questo garantisce un preciso bilanciamento fra la luce del lampo e quella disponibile nell’ambiente. Col sistema E-TTL, viene inviato un brevissimo pre-lampo (invisibile all’occhio umano) sul soggetto subito prima del lampo principale per l’esposizione, in modo da valutare le condizioni e determinare il livello ottimale dell'emissione luminosa. Di conseguenza il sistema E-TTL può funzionare soltanto con le fotocamere e i flash Canon predisposti.
  • EX. Obiettivo EX La parte esterna di questo obiettivo presenta una finitura EX che ne sottolinea la qualità elevata e l'aspetto.
  • Exif. Sta per Exchangeable Image Format. Un formato unificato per i file immagine creati dalle fotocamere digitali e da altri sistemi di acquisizione. I file Exif possono contenere i file non compressi TIFF o le immagini compresse JPEG e possono riportare i dati della fotocamera e le impostazioni adottate in fase di ripresa. Queste impostazioni possono essere visualizzate usando programmi predisposti. La versione Exif 2.2 salva ancora più informazioni, come la modalità di ripresa, il bilanciamento del bianco e l’impostazione del flash. Stampanti compatibili possono applicare questi dati per generare stampe ottimali.
  • F
  • Filtro. Una sottile lastra di vetro o materiale plastico trasparente, lavorata otticamente e spesso colorata, che può essere posta davanti ad un obiettivo per creare un determinato effetto.
  • FIREWIRE / IEEE1394. Firewire (versione Apple Computer dello standard IEEE1394). Interfaccia di collegamento o bus seriale che raggiunge la velocità di 400 MBit/sec (ideale per trasferimento filmati dalle videocamere al computer), vi possono essere collegate fino a 63 periferiche in cascata (per singolo bus), massima lunghezza di un cavo 4,5 m, massima lunghezza di una catena 16 cavi (72m) è dotata di dispositivi interni. E' inoltre completamente Plug and Play, cioè le periferiche possono essere collegate al computer senza spengerlo e vengono automaticamente riconosciute.
  • Fisheye. Con un angolo di visione pari a 180°, questi obiettivi possono dare immagini surreali. Si suddividono nei tipi diagonali (che offrono la piena copertura del fotogramma) e circolari (che proiettano un’immagine rotonda all’interno del fotogramma).
  • Flash. Produce una grande quantità di luce concentrata in un periodo brevissimo, per illuminare il soggetto. I flash moderni utilizzano tubi a scarica di gas. I flash computerizzati possono misurare e controllare automaticamente l’intensità del lampo tramite un sensore rivolto al soggetto. Tra i flash compatti o a torcia, sempre di più attualmente sono controllati da computer. Impostano la potenza dell’emissione luminosa puntando un sensore verso il soggetto, raccogliendo così le informazioni da cui determinare la durata del lampo. Spesso i dati vengono acquisiti da una lettura TTL, effettuata cioè attraverso l’obiettivo della fotocamera.
  • G
  • Grandangolare. Tutti gli obiettivi di lunghezza focale pari o inferiore a 35 mm (o focali equivalenti nelle fotocamere digitali) sono classificati come obiettivi grandangolari. Caratteristiche tipiche di un grandangolare sono un ampio campo inquadrato (pari o maggiore ai 60° in base alla lunghezza focale), un’estesa profondità di campo e un effetto di espansione dei piani per il quale oggetti contigui appaiono distanti tra loro. I grandangolari standard vanno da 28 a 35 mm, mentre le focali inferiori ai 28 mm sono definite supergrandangolari.
  • H
  • HDMI. E' la sigla che identifica la High-Definition Multi-media Interface (in inglese, interfaccia multimediale ad alta definizione), uno standard commerciale completamente digitale per l'interfaccia dei segnali audio e video.
  • HSM. Motore ipersonico (HSM) Questo obiettivo utilizza un motore comandato da onde ultrasoniche per garantire una messa a fuoco automatica silenziosa, ad alta velocità.
  • I
  • IF. Fuoco interno Per garantire la stabilità della messa a fuoco, questo obiettivo sposta il gruppo o i gruppi di lenti interni senza modificare la lunghezza effettiva.
  • Illuminatore AF. Alcune fotocamere sono dotate di un illuminatore AF che assiste l’autofocus in condizioni di luce scarsa illuminando il soggetto. In questo modo, il normale sistema AF passivo (es. con metodo a rilevamento del contrasto / differenziale di fase) può determinare la corretta messa a fuoco anche in condizioni di buio completo.
  • IMAGELINK. Il sistema di stampa IMAGELINK è uno standard di compatibilità ad architettura aperta sviluppato per facilitare la stampa di foto di elevata qualità da fotocamere digitali e printer dock di diversi produttori. Con il sistema di stampa IMAGELINK, basta posizionare la fotocamera digitale direttamente sulla stampante (entrambe compatibili con questo sistema) e premere un solo pulsante per avere stampe istantanee in pochi secondi.
  • Interpolazione. Calcolo di dati immagine inesistenti dai dati disponibili. L’interpolazione viene usata da tutte le fotocamere digitali per determinare i dati relativi al colore dai sensori vicini (perché ogni sensore può registrare un solo colore). L’interpolazione può anche essere usata per aumentare (o ridurre) la risoluzione di un’immagine. La qualità del risultato dipende dalle informazioni presenti nell’immagine di partenza e dalla qualità dell’algoritmo usato. È importante ricordare che l’interpolazione non può produrre dettagli che non siano stati catturati.
  • IS. Acronimo di "Image Stabilizer" (stabilizzatore d'immagine).
  • iSAPS. Acronimo di intelligent Scene Analysis based on Photographic Space. Tecnologia sviluppata da Canon. Analizando la distanza del soggetto, la lunghezza focale, l’orientamento orizzontale/verticale della fotocamera (grazie al sensore d’orientamento) e la luminosità del soggetto, è possibile ricavare un profilo del soggetto e compararlo alle proprietà dei soggetti tipici archiviati nel data base dalla fotocamera. Da queste informazioni, la fotocamera è in grado di adattare i parametri di ripresa (es. esposizione, bilanciamento del bianco, ecc.) alle circostanze.
  • J
  • JPEG. Acronimo di Joint Photographic Experts Group. Attualmente JPEG è lo standard di compressione delle immagini fotografiche più utilizzato. Le estensioni più comuni per questo formato sono .jpeg, .jpg, .jfif, .JPG, .JPE, anche se il più comune in tutte le piattaforme è .jpg. Esso consente di selezionare diversi livelli di compressione. Dato che l’informazione riguardante la luminosità è più importante dei dati relativi al colore, la maggior parte dei pixel riporta soltanto l’informazione riguardante la luminosità. Aprendo il file JPEG, i dati mancanti riguardanti il colore vengono calcolati automaticamente dalle informazioni esistenti.
  • L
  • Lente addizionale. Accessorio ottico, da avvitare davanti all’obiettivo della fotocamera con funzione di ingrandimento. Contrariamente al convertitore macro, influisce solo sull’immagine standard e non riduce la minima distanza di messa a fuoco. Il fattore di ingrandimento viene indicato in diottrie.
  • Lente ED. Elemento ottico realizzato con vetro a bassissima dispersione (Extra-Low Dispersion) che consente la realizzazione di obiettivi di qualità molto elevata. Le lenti in vetro ED hanno la proprietà di rifrangere in maniera analoga tutti i colori dello spettro visibile, in modo da ottenere una rappresentazione dell’immagine straordinariamente buona.
  • Lunghezza focale. É la distanza fra il centro ottico dell’obiettivo e il piano della pellicola o del sensore, cioè dove viene messa a fuoco l’immagine. La lunghezza focale considerata normale è quella che dà un’impressione all’incirca corrispondente a quella dell’occhio umano (circa 50 mm nelle fotocamere a pellicola 35 mm, circa 25 mm nelle reflex digitali del sistema e circa 7 mm nelle fotocamere digitali con CCD da 1/3”).
  • M
  • Mac. Nome abbreviato riferito alla famiglia di computer Apple Macintosh. Questo computer viene utilizzato principalmente nel settore delle applicazioni grafiche e dell’elaborazione dell’immagine.
  • MACRO. Con il termine macro o macro fotografia, si indica un tipo di fotografia molto ravvicinata, ottenuta riprendendo un soggetto da distanze ridottissime, nell'ordine di centimetri e addirittura di millimetri. Per realizzare una buona macro non occorre utilizzare forzatamente un particolare tele obiettivo o grandangolare, perché oggi la maggior parte delle fotocamere digitali dispone di una funzione macro atta allo scopo.
  • mAh. Milliampère per ora. Unità di misura della capacità delle batterie. All’aumentare di questo valore cresce la possibilità di fornire energia offerta dalla batteria.
  • Memory Stick. Supporto di memoria rimovibile sviluppato da Sony.
  • MF. Abbreviazione utilizzata su diverse fotocamere digitali per indicare la possibilità di effettuare la messa a fuoco manuale dell’obiettivo.
  • Mirino. Parte della fotocamera attraverso la quale si può vedere il soggetto da fotografare. I tipi di mirino utilizzati sulle fotocamere digitali sono: mirino reflex, mirino galileiano, monitor LCD e mirino elettronico. Il mirino elettronico è costituito da un piccolo LCD che visualizza l’immagine ripresa attraverso l’obiettivo, in maniera simile a quanto consentito dal mirino ottico reflex. Questo si ottiene inviando in continuazione al mirino elettronico l’immagine ripresa dal CCD. Come risultato, la composizione dell’immagine è facilitata perché il fotografo vede esattamente l’immagine ripresa dalla fotocamera. Inoltre è possibile mostrare nel mirino dati utili alla ripresa, come il numero del fotogramma e i parametri di ripresa. Il Mirino ottico ad immagine reale mostra l’area effettiva che sarà fotografata, all’occorrenza variando il campo inquadrato in base alla zoomata dell’obiettivo. Il Mirino reflex è un mirino ottico che inquadra attraverso l’obiettivo da ripresa.
  • Misurazione esposimetrica. Metodo per determinare l’esposizione che misura la quantità di luce che raggiunge un oggetto. Esistono vari sistemi per effettuare tale misurazione. Misurazione Digital ESP o multizona (Digital Electro-Selective Pattern): l’impiego di un sistema esposimetrico selettivo multizona assicura un’esposizione ottimale anche in condizioni di illuminazione difficili. Mentre i sistemi multizona più semplici ricavano un’esposizione media da diverse letture distribuite sull’intero fotogramma, il sistema Digital ESP analizza la distribuzione e i livelli di luminosità per determinare a quale tipo di scenari l’immagine corrisponde meglio (es. un forte controluce oppure un tramonto). Le impostazioni vengono regolate di conseguenza. Misurazione media con prevalenza al centro: questo metodo di misurazione esposimetrica è adatto per soggetti con distribuzione omogenea del contrasto. Misurazione spot: metodo di misurazione esposimetrica nel quale la lettura viene effettuata in una zona ristretta al centro del fotogramma. Sistema utilizzato spesso nelle riprese in controluce. Misurazione multi-spot: con questo sistema, l’utente può effettuare letture su più punti definibili a piacere. La fotocamera si occupa di ricalcolare l’esposizione media dopo ogni lettura.
  • MP3. Sta per “MPEG-1/2 Audio Layer 3” è un algoritmo di compressione audio in grado di ridurre drasticamente la quantità di dati richiesti per riprodurre un suono, rimanendo comunque una riproduzione fedele del file originale non compresso. La qualità di un file MP3 dipende dalla qualità della codifica e dalla difficoltà con il quale il segnale deve essere codificato. Buoni codificatori hanno una qualità accettabili da 128 a 160 kbit/s, la chiarezza perfetta di un brano si ottiene da 160 a 192 kbit/s.
  • Multimedia Card. Scheda di memoria con tecnologia flash usata in certe fotocamere digitali, telefoni cellulari e lettori MP3.
  • N
  • Negativo. Pellicola rivestita da emulsione sensibile alla luce che dopo l’esposizione e il trattamento trasforma le immagini scattate con la fotocamera in colori complementari.
  • NTSC. Standard televisivo americano per la codifica/decodifica dei colori. Sviluppata nel 1953, questa normalizzazione televisiva statunitense prevede un formato immagine di 640 x 480 pixel e una frequenza di 60 Hz (interlacciata, cioè 2 x 30 mezze immagini al secondo).
  • Numero Guida. Valore che esprime la massima potenza di un flash, di solito riferita ad una sensibilità pari a ISO 100. Il numero guida si ricava moltiplicando la portata massima in metri per il valore del diaframma, per cui ad esempio NG 40 indica la possibilità di illuminare un soggetto fino a 5 m di distanza con diaframma f/8, ma anche 10 m con diaframma f/4, 20 m con diaframma f/2, ecc. I flash incorporati nelle fotocamere hanno a numeri guida (NG) di circa 10 – 20, i flash compatti circa 20 – 40 e i flash a torcia circa 45 – 60.
  • O
  • Obiettivo. Il vetro ottico o materiali plastici trasparenti vengono formati e rifiniti per avere una determinate forma, di norma sferica. Quando un fascio di luce raggiunge la superficie che separa l’aria dalla lente, una parte di questa luce viene inevitabilmente riflessa. La maggior parte della luce invece attraversa la lente alterando la direzione di propagazione, cioè viene rifratta. L’utilizzo di varie lenti (convergenti e divergenti) crea un sistema ottico che, adeguatamente strutturato, consente di presentare correttamente il soggetto sul piano immagine.
  • OLED. OLED è l'acronimo di Organic Light Emitting Diode ovvero diodo organico ad emissione di luce. Tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi, i display OLED non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati (i display a cristalli liquidi vengono illuminati da una fonte di luce esterna), ma producono luce propria; questo permette di realizzare display molto più sottili e addirittura pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare. A causa della natura monopolare degli strati di materiale organico, i display OLED conducono corrente solo in una direzione, comportandosi quindi in modo analogo a un diodo; di qui il nome di O-LED, per similitudine coi LED. (Fonte Wikipedia).
  • Otturatore. In fotografia, l'otturatore è il dispositivo che regola il tempo di esposizione della pellicola alla luce. Esistono otturatori meccanici e otturatori elettronici. I sistemi meccanici si dividono tra otturatori centrali (con meccanismo a iride) e a tendina (gommata o metallica). Nelle fotocamere digitali è possibile una terza alternativa, costituita dall’otturatore elettronico. Questo funziona attivando e disattivando il CCD in modo che non registri la luce anche se questa lo colpisce. L’otturatore controlla il tempo di posa, che può andare da millesimi di secondo a diversi minuti o più. Tempi di posa brevi congelano l’azione, mentre tempi di posa lunghi sono più adatti a soggetti statici. Nei casi di lunghe esposizioni si raccomanda l’uso del treppiede per prevenire i movimento della fotocamera e quindi un’immagine poco nitida.
  • P
  • PAL. Standard per televisione a colori sviluppato in Germania nel 1967 e utilizzato in molti paesi europei ed extra-europei. Il formato immagine è di 786 x 576 pixel con una frequenza di 50 Hz (interlacciata, cioè 2 x 25 mezze immagini al secondo).
  • Pan-Focus. Obiettivo non dotato di regolazione della messa a fuoco (o posizione speciale di un obiettivo dotato di messa a fuoco) che sfrutta il concetto di iperfocale. In alcune fotocamere è uno speciale programma che disabilita l’autofocus e regola la messa a fuoco e il diaframma in modo da avere a fuoco tutto quello che si trova entro certe distanze. Potendo fare a meno dell’autofocus, l’otturatore può scattare senza il ritardo richiesto dalla messa a fuoco. Anche le fotocamere a fuoco fisso si basano su questo principio.
  • Panorama (funzione). Funzione che permette l’unione di più immagini per creare un effetto panoramico. Le schede SmartMedia e xD-Picture Cards di Olympus consentono questo genere di composizione quando usate in combinazione con una fotocamera digitale Olympus che preveda questa funzione.
  • Paraluce. Realizzato in metallo o plastica, il paraluce si monta davanti all’obiettivo per schermare la lente frontale dalla luce incidente, che altrimenti potrebbe causare riflessi indesiderati, aloni e immagini fantasma.
  • PictBridge. Protocollo (indipendente dal fabbricante) per il collegamento diretto di una fotocamera digitale ad una stampante tramite cavo USB. Rende possibile la stampa da una fotocamera digitale senza computer e senza slot per leggere schede di memoria da parte della stampante. É necessario che tanto la stampante quanto la fotocamera siano compatibili con lo standard PictBridge.
  • PICTBRIDGE. Specifiche per la stampa diretta da fotocamera o videocamera a stampante, emesse dal CIPA (Camera & Imaging Product Association). L'apparecchio digitale e la stampante sono collegati con un cavo USB. La scelta delle immagini da stampare e la gestione delle stampe viene effettuata utilizzando il display dell'apparecchio digitale. Si possono gestire dimansioni e numero delle stampe, ma anche taglio, bilanciamoento del colore ed altre impostazioni.
  • PIM. Acronimo di Print Image Matching technology. Tecnologia sviluppata da Epson per aumentare il fedeltà delle stampe digitali. Tutte le informazioni riguardanti la scala cromatica e gli altri valori fondamentali dell'immagine (come la luminosità, la saturazione del colore, il bilancio cromatico, il contrasto, ecc.) sono memorizzate nell'intestazione di un file Exif che può poi essere letto da una stampante compatibile con la tecnologia PIM durante l'operazione di stampa.
  • PIXEL. Abbreviazione di picture element (elemento dell'immagine), è il singolo "puntino" che compone un'immagine, l'unità di misura, sia in verticale che in orizzontale, della risoluzione delle immagini e dei monitor.
  • Posa B. Modalità per esposizioni prolungate. In posa B, l’otturatore rimane aperto finché si tiene premuto il pulsante di scatto. Questo consente esposizioni anche di diversi minuti o perfino ore. In alcuni modelli di fotocamere la posa B è limitata ad un numero massimo di minuti, indipendentemente dal fatto di continuare a tenere premuto il pulsante di scatto.
  • Profondità di colore. Si riferisce al massimo numero di colori registrabili da fotocamere digitali e scanner, o che possono essere visualizzate da schede grafiche. Una realistica rappresentazione dei colori si può ottenere con una profondità di colore di 8 bit per colore primario, cioè una profondità di colore complessiva di 24 bit. In questo caso, 256 bit sono disponibili per ogni pixel. Con un segnale RGB, questo valore va elevato alla terza potenza, per un totale di 256 x 256 x 256 = 16.777.216 colori che si possono visualizzare. Scanner, schede grafiche ed altri dispositivi di fascia alta dispongono di una profondità di colore minima di 24 bit.
  • Protocollo. Base di comunicazione (regole, formato, procedure) per scambiare dati tra diversi dispositivi. Si può considerare la “lingua” usate dalle apparecchiature per comunicare. Noti protocolli sono TCP/IP e FTP per la comunicazione Internet e PTP per lo scambio delle immagini.
  • PTP. Picture Transfer Protocol. Protocollo di trasferimento dei dati immagine (come il protocollo TCP/IP riguarda Internet) inteso per eliminare la necessità di driver speciali per le fotocamere digitali. I dispositivi compatibili PTP (fotocamere digitali, computer, telefoni cellulari, stampanti, ecc.) dovrebbero essere in grado di scambiarsi i dati senza dover installare driver.
  • Q
  • QuickTime. Sviluppato da Apple, è uno standard per video digitale e file multimediali streaming. Molti video in internet sono nel formato QuickTime.
  • R
  • RAW. Certe fotocamere consentono il salvataggio dei file in formato RAW. Questi file contengono le informazioni riguardanti l’immagine che vengono generate direttamente dal CCD, cioè prima che la fotocamera esegua qualunque tipo di trattamento dell’immagine. I file RAW sono di solito più piccoli di quelli salvati in formato TIFF perché a questo stadio non sono ancora state elaborate le informazioni riguardanti il colore. Per vedere e modificare i file e quindi salvarli in un formato più convenzionale è richiesto un programma o un plug-in dedicato.
  • Reflex. Tipo di fotocamera che tramite uno specchio dirige nel mirino l’immagine formata dall’obiettivo. Quando si comanda l’otturatore lo specchio si solleva affinché la luce possa raggiungere il piano immagine. Per riprese in rapidissima sequenza e per ridurre le vibrazioni, esistono anche sistemi ottici reflex che usano un specchio o un prisma semiriflettente al posto dello specchio a ritorno rapido. L’immagine vista nel mirino di una reflex risulta identica quasi al 100% alla fotografia risultante.
  • RF. Fuoco posteriore Questo obiettivo è dotato di un sistema in grado di spostare il gruppo ottico posteriore per una messa a fuoco veloce e silenziosa.
  • Riduzione degli occhi rossi. Accorgimenti tecnici per ridurre l’effetto degli occhi rossi nelle riprese col flash. L’arrossamento degli occhi nelle fotografie è originato dal riflesso della luce flash sulla retina dell’occhio. L’effetto appare più facilmente se la pupilla è molto aperta e se il flash è vicino all’asse ottico dell’obiettivo. Per combatterlo, si sfrutta la luce ambiente o un pre-lampo che precede la ripresa per far chiudere almeno parzialmente le pupille del soggetto.
  • RISOLUZIONE. La risoluzione è la dimensione massima, (larghezza x altezza) di una foto scattata in maniera digitale. Viene misurata in pixel. (La risoluzione di un'immagine è direttamente proporzionale al numero di pixel che la compongono).
  • S
  • Scalettatura. Termine gergale per l’aspetto a scalini delle linee curve o angolate nelle immagini digitali. Con l’aumentare del numero di pixel (e quindi con la riduzione delle loro dimensioni a parità di dimensioni dell’immagine) le “scalettature” risultano meno evidenti. Il fenomeno è anche definito “pixelatura”.
  • Scanner. Dispositivo usato per digitalizzare informazioni stampate (foto, grafica e testo). Il processo di acquisizione delle informazioni tramite uno scanner si dice scansione.
  • SECAM. Sequential Couleur Avec Memoire. Standard televisivo francese, utilizzato anche in paesi dell’ex blocco orientale.
  • Secure Digital Card. Supporto di memoria rimovibile simile alla scheda MultimediaCard, ma dotata di protezione alla scrittura/cencellazione.
  • Seppia. Sfumatura ambrata che attribuisce un aspetto anticato alle immagini monocromatiche. Nella fotografia analogica vengono virate stampe in bianco e nero usando il cosiddetto Viraggio Seppia. Un effetto simile è offerto da diverse fotocamere digitali in alternativa alla conversione monocromatica in toni di grigio neutro.
  • Sincronizzazione flash. Coordina l’apertura dell’otturatore con l’emissione e la durata del lampo. Alcune fotocamere consentono di sincronizzare l’inizio o la fine dell’apertura dell’otturatore (rispettivamente flash sulla “prima tendina” e “seconda tendina”). Sincronizzazione con tempi lenti: modalità flash che utilizza tempi di posa lunghi in combinazione col lampo. Dato che la durata del lampo è molto minore di quella del tempo di posa selezionato, il flash può essere attivato all’inizio (prima tendina) o alla fine (seconda tendina) dell’esposizione. Questa combinazione ha essenzialmente lo scopo di congelare col flash l’azione del soggetto in primo piano, mentre il lungo tempo di posa è adatto all’esposizione di sfondi poco illuminati, ottenendo scatti particolarmente attraenti, di “atmosfera”. La modalità scene notturne disponibile in alcune fotocamere agisce in modo analogo.
  • Sistema operativo. È il programma di base che fa funzionare un computer. Ben noti sistemi operativi sono Windows di Microsoft e Mac OS di Apple. Nella fascia open source, invece, uno dei più conosciuti è sicuramente Linux.
  • Sistema ottico. Gruppo di lenti (raramente una lente unica) che consente la ripresa di immagini nitide e brillanti. A volte viene definito obiettivo, altre volte semplicemente lente. Esistono vari tipi di obiettivi a focale fissa (grandangolari, normali, macro e teleobiettivi) oppure a focale variabile (zoom).
  • Slitta a contatto caldo. Attacco per flash esterni (o accessori come telecomandi o adattatori per flash) posto di solito sulla parte superiore della fotocamera. Dispone di un doppio innesto metallico per il fissaggio del flash e almeno un contatto elettrico (ma può arrivare a 5) per la comunicazione tra la fotocamera e il lampeggiatore. In mancanza di contatti elettrici ha solo la funzione di supporto per accessori. Anche il flash dispone di slitta a contatto caldo (complementare a quella della fotocamera), con uno o più contatti elettrici e di solito un meccanismo di blocco per prevenire la caduta dalla slitta.
  • Slot. Connettore di espansione di computer e altri dispositivi. Accetta schede di espansione (es. PC Card) per aumentare le prestazioni, la capacità o le possibilità del dispositivo.
  • SLR. Single Lens Reflex, che significa fotocamera reflex ad ottica intercambiabile.
  • SLT. E' l'abbreviazione di Single Lens Translucent, che identifica le fotocamere Sony dotate del sistema Translucent Mirror Technology (sostituisce lo specchio mobile delle reflex digitali con uno specchio trasparente fisso)
  • SmartMedia. Scheda di memoria dotata di funzioni aggiuntive per fotocamere digitali compatte. Le schede SmartMedia sono supporti di memoria piccoli (45 mm x 37 mm x 0,76 mm) e leggeri (circa 2 g). Per semplificare la costruzione, il controller è situato nel drive anziché essere incorporato nella scheda. Le schede SmartMedia sono l’ideale per l’archiviazione di foto e musica digitale.
  • Software. Descrizione generica per tutti i programmi da computer (sistemi operativi e applicazioni).
  • Stabilizzatore d’immagine. Sistema opto-meccanico o elettronico che aiuta a prevenire il movimento della fotocamera per assicurare immagini nitide e dettagliate anche con lunghe focali e/o scarsa luminosità. Rilevando qualunque movimento dell’obiettivo, il sistema compensa in maniera ottica o elettronica per mantenere fermo il soggetto sul piano immagine. Il sistema consente di contrastare il movimento della fotocamera, ma non quello del soggetto. I sistemi di stabilizzazione elettronica sono adatti alle videocamere, mentre sono meno indicati per le fotografie.
  • Stampa diretta. Capacità di stampare le immagini digitali collegando direttamente la fotocamera alla stampante, senza usare un computer.
  • Stampante. Dispositivo per stampare su carta fotografie, testo e grafica. Ve ne sono di vari tipi. Stampante a getto d'inchiostro: stampante che spruzzando microscopiche gocce d’inchiostro nero o colorato sulla carta produce una copia stampata dell’immagine. Stampante laser: una stampante che usa un fascio laser per proiettare caratteri e grafica su un tamburo che poi trasferisce l’immagine sulla carta per via elettrografica, utilizzando un toner. Le stampanti laser sono note per l’elevata qualità di riproduzione e la velocità di stampa.
  • Streaming. Trasferimento continuo da file multimediali. I file video e audio si possono riprodurre anche prima che il trasferimento sia completato, è quindi necessario che sia garantita una minima velocità di trasferimento costante. Interferenza nel trasferimento del file causa perdita di sincronia del suono o difetti nel video.
  • Sublimazione. Metodo di stampa per immagini o fotografie. Questo procedimento usa il calore per trasferire i colori da un nastro da stampante sulla carta. La qualità dell’immagine ottenuta è eccezionale. La stampante fotografica CAMEDIA P-400 ID di Olympus produce stampe in formato A4 in 90 secondi, alla risoluzione di 314 dpi e fino a 16,7 milioni di colori.
  • T
  • Teleobiettivo. Tutti gli obiettivi di lunghezza focale pari o superiore a 80 mm (o focali equivalenti nelle fotocamere digitali) sono classificati come teleobiettivi. Caratteristiche tipiche di un teleobiettivo sono un ridotto campo inquadrato (pari o minore ai 30° in base alla lunghezza focale), una ridotta profondità di campo e un effetto di compressione dei piani per il quale oggetti a distanze diverse appaiono molto vicini tra loro. I teleobiettivi standard vanno da 80 a 200 mm, mentre i superteleobiettivi vanno da 200 mm in su.
  • Temperatura di colore. Descrive la distribuzione spettrale dell’energia e quindi la qualità cromatica di una sorgente luminosa. La temperatura di colore viene espressa in gradi Kelvin (K). È importante scegliere la temperatura di colore corretta in modo che un soggetto possa essere ripreso nei colori reali. Lo spettro che risulta visibile all’occhio umano si estende all’incirca fra i 2.790 K e gli 11.000 K.
  • TFT. Acronimo di Thin Film Technology. Offre attualmente la migliore qualità nei display a cristalli liquidi. Gli schermi TFT vengono usati nei notebook e nelle fotocamere digitali.
  • TIFF. Tagged Image File Format, è un formato file di alta qualità usato per l’archiviazione delle immagini digitali.
  • Treppiede. Supporto per mantenere stabile la fotocamera, soprattutto durante le esposizioni prolungate nelle quali il rischio di mosso risulta più accentuato. La maggior parte dei treppiedi dispone di tre gambe ad estensione variabile, mentre per certi impieghi professionali in esterni si può preferire il monopiede (più rapido da spostare ma meno stabile).
  • TTL. Abbreviazione di "through the lens", ovvero "attraverso la lente", riferito ad un sistema di misurazione effettuato, per l'appunto, con la luce proveniente dall'obiettivo.
  • U
  • USB. Acronimo di Universal Serial Bus (Bus seriale universale). Questo tipo di interfaccia sta progressivamente sostituendo le classiche interfacce seriali e parallele dei computer. L’USB consente il semplice collegamento di periferiche senza la necessità di installare schede nel computer o riconfigurare parti del sistema operativo. I vantaggi più importanti sono: supporto di Plug and Play, possibilità di collegamento con computer acceso (hot plug), configurazione automatica dei dispositivi esterni in fase di collegamento (non occorre riavvio), maggiore velocità di trasferimento dei dati e possibilità d gestire fino a 127 dispositivi da una sola porta. La versione USB Hi-Speed 2.0 impiega una maggiore ampiezza di banda per essere fino a 40 volte più veloce dello standard originario. Beneficia anche della compatibilità con la tecnologia USB precedente, in modo che i dispositivi più vecchi possono continuare a funzionare con la USB 2.0 alla cosiddetta "Velocità normale" prevista dalle specifiche USB 1.1, mentre le periferiche più aggiornate possono avvantaggiarsi della maggiore velocità consentita dall’USB Hi-Speed 2.0.
  • V
  • Vignettatura. Progressiva riduzione della luminosità dell’immagine andando dal centro verso i bordi. Questo comportamento dipende dalle caratteristiche ottiche dell’obiettivo e in genere risulta più evidente sui grandangolari. Un’altra causa di vignettatura, più accentuata e meno progressiva della prima, è l’applicazione di filtri o paraluce inadeguati all’obiettivo (ingombranti fino al punto da entrare nel campo inquadrato dall’obiettivo). In questo caso il difetto si risolve rimovendone la causa esterna, ad esempio eliminando il filtro o sostituendolo con uno dotato di montatura più sottile.
  • W
  • WAV. Contrazione di WAVEform audio format (formato audio per la forma d'onda) è un formato audio sviluppato da Microsoft e IBM per personal computer IBM-compatibile. È una variante del formato RIFF di memorizzazione dei dati. I dati vengono salvati in "chunck" (blocchi), è simile anche al formato IFF o all'AIFF utilizzato dai computer Apple macintosh. I file risultanti sono di elevate dimensioni ma non richiedono elevata potenza di calcolo per essere riprodotti e essendo la codifica lossless (ovvero senza perdita di dati) viene spesso utilizzata dagli utenti professionali per memorizzare l'audio. Con la diffusione del file sharing su internet il formato WAV ha perso di popolarità. Essendo un formato non compresso genera dei file molto grandi e quindi sulle reti telematiche si preferisce utilizzare formati compressi come MP3, Ogg Vorbis o AAC che pur essendo non lossless garantiscono comunque una discreta qualità audio con un file audio grande un decimo del WAV corrispondente.
  • WI-FI. Acronimo di Wireless Fidelity, è il nome commerciale delle reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11. Il Wi-fi consiste nella possibilità di scambiare dati ad alta velocità senza utilizzare alcun cavo, mantenendo quindi una completa libertà di movimento. Tra le periferiche dotate di questa tecnologia vi sono alcune fotocamere digitali che possono quindi dialogare senza alcun bisogno di cavi con altre periferiche Wi-Fi quali computers, stampanti o altro.
  • Win. Abbreviazione di Windows, ambiente operativo grafico sviluppato da Microsoft.
  • WIRELESS. Il termine wireless (dall'inglese senza fili) indica i sistemi di comunicazione tra dispositivi elettronici, che non fanno uso di cavi. Le reti locali Wireless possono utilizzare come mezzo trasmissivo le onde radio, la luce infrarossa o i sistemi laser. Tra le tecnologie wireless che utilizzano le onde radio ricordiamo il Wi-Fi ed il Bluetooth.
  • X
  • xD-Picture Card. Innovativo formato per schede di memoria, sviluppato da Olympus e Fujifilm nel 2002. Supporto di memorizzazione digitale particolarmente compatto, duraturo, robusto e dotato di elevata velocità di trasferimento dei dati. Sono previste in futuro capacità fino a 8 GB.
  • Z
  • Zoom (Obiettivo). Tipo di obiettivo che consente al fotografo di variare l’ingrandimento del soggetto regolando la lunghezza focale (con un comando manuale o ad azionamento elettrico). Questa possibilità è particolarmente utile coi soggetti ad una certa distanza, dove non basta fare qualche passo per trovare l’inquadratura desiderata. La possibilità di zoomata viene di solito indicata sull’obiettivo; un valore tipico, con un buon livello di ingrandimento, è 3x (es. 35 - 105 mm), ma ci sono fotocamere che offrono anche fino a 10x (es. 38 – 380 mm) e oltre. Per avere una buona nitidezza con obiettivi dotati di tali ingrandimenti può tornare utile uno stabilizzatore ottico d’immagine o un treppiede.